Link building: 5 tipi di link nofollow che amerai lo stesso

In questo articolo proverò ad esporre 5 esempi di backlink significativi con attributo nofollow che vorreste avere anche voi: sì, anche voi che fate gli espertoni in materia, e sottolineare che il dofollow è l’unica cosa che conta. Ma è davvero così?

Sono anni che mi chiedo il perchè di questa ossessione anti-nofollow, e col tempo credo di aver imparato a legarla esclusivamente al mercato dei link: in pratica, chi snobba i link nofollow lo fa per alimentare, o non sminuire, il valore della compravendita link. Pensarla in questo modo mostra una visione limitativa della SEO, soffocata da una imprecisata e deleteria ossessione per “il successo” che da consulente non potrò mai accettare. Google, per inciso, ha pubblicato un comunicato in cui scrive, tra l’altro, che i blogger dovrebbero usare il nofollow su tutti i link che non siano venuti fuori in modo organico (ad esempio, i link che non esisterebbero se non ci fosse stata qualcosa in cambio di quel link, come un prodotto o un servizio omaggio). Motivo per cui ho insistito più volte sull’idea che fare una buona link building coincida col trovare N buone ragioni per cui una pagina del nostro sito debba essere linkata dall’esterno (perchè è utile, perchè è divertente, perchè è tanto assurda da meritare l’esposizione ecc.)

In questa sede ho invece la presunzione, se posso dire così, di mostrare l’utilità anche di questo genere di link nofollow, ed il fatto che troppi ragionamenti di questo tipo finiscono per farci perdere di vista quello che conta davvero in ambito SEO.

Eccovi quindi 5 esempi “nobili” di link building in nofollow, che dovrebbero convincervi quantomeno a non fare discussioni o “pipponi” inutili.

  1. Guest blog non “malevolo” – Quando un blogger famoso ci offre lo spazio sul proprio sito, la tentazione di usare il dofollow è fortissima: ma non è affatto scontato, nè necessario, che si debba fare. Se il sito è famoso, infatti, riceverete comunque (anche in nofollow) molte visite da una fonte di traffico più o meno autorevole, a seconda di quello che trovate.
  2. Bookmark – I vari cloni di Reddit all’italiana propongono da sempre la possibilità di postare le proprie notizie e pagine web, col risultati di mostrarle in pochi secondi a centinaia di potenziali visitatori. Quei link sono utili per portare visitatori attivi sul sito, e questo non c’entra nulla con qualsiasi considerazione sul nofollow possiate fare.
  3. Wikipedia – Ci proviamo un po’ tutti a mettere il backlink al nostro sito da Wikipedia: la presenza di amministratori quasi sempre poco tolleranti verso la link building rende complicata l’introduzione di questi link. E si tratta di link nofollow; chi non li vorrebbe? Ricordo che si tratta di link tematici, molto visibili al pubblico e tutt’altro che banali da ottenere: i requisiti perchè siano considerati “buoni backlink” ci sono, mi pare. Il fatto che siano nofollow (lo fanno per evitare il fenomeno del fake PageRank) è forse la cosa meno interessante che li riguarda.
  4. Commenti sui blog – È senza dubbio l’ultima spiaggia (da cui l’immagine riportata ad inizio articolo, by the way) per promuovere un sito, e serve più che altro ad aumentare il traffico di visitatori incuriositi dal vostro profilo – per via di qualcosa che avete scritto, per esempio. Se vi pubblicassero un backlink al vostro sito dai commenti di un articolo di qualche giornalista famoso, siete sicuri che ne snobbereste l’opportunità, anche se nofollow?
  5. Piattaforme gratuite per scrivere articoli (alla Medium o Storify): queste piattaforme sono utilizzatissime dai SEO, addirittura per fare article spinning in alcuni casi. Forniscono un livello di link opportunity notevole, quasi sempre nofollow ma poco importa anche qui: è molto più importante la vostra capacità di sviluppare contenuti da angolazioni originali o degne di nota.
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