Come fare link building senza fare stupidate

La link building è forse una delle principali attività per condurre campagne SEO efficaci, e consiste nel generare con varie tecniche dei link in ingresso ad un sito web. Partendo dal presupposto che i siti più popolari sui motori siano anche i più linkati, infatti, tale strategia permette di aumentare le referenze, l’autorevolezza e la credibilità del sito sia agli occhi dei motori che a quelli degli utenti. Un sito che viene linkato come fonte da un’enciclopedia online, ad esempio, è plausibile che acquisisca più valore per il posizionamento su Google o Bing.

Da dove partire

Non è agevole illustrare le tecniche per fare link building in generale, perchè molto dipende dal contesto ed ogni sito possiede le proprie strategie ottimali; in genere, la cosa migliore da cui partire è ragionare sull’assunto “perchè un utente dovrebbe linkare una mia pagina, la mia home page o un mio articolo“? Può sembrare un ragionamento astratto o senza riscontri pratici, ma in realtà non è così: più convincenti riusciremo ad essere nella risposta a questa domanda, più il nostro backlink sarà durevole nel tempo e, di conseguenza, più efficace potrebbe essere la nostra campagna SEO.

Motivi validi per farlo, che diventano quindi tecniche indirette di link building, potrebbero essere:

  • ho risposto efficacemente ad una domanda molto comune con un mio articolo;
  • ho scritto qualcosa che potrà essere molto utile agli utenti del mio settore;
  • ho proposto una pagina che aggrega saggiamenti dati in modo inedito e, ancora una volta, utile agli utenti;
  • ho agevolato gli utenti mediante un servizio
  • … tanto altro 🙂

Normalmente un buon modo per pensare alla link building è quello di vederla come una diretta conseguenza della qualità: se produco eccellenti contenuti sul mio sito, sarò linkato in modo naturale da qualcuno, prima o poi (link building indiretta), ma è anche possibile – entro certi limiti – “spingere” noi stessi i link: ad esempio, potremmo provare a sottoporre il nostro sito a DMOZ nella corretta sezione, e ciò diventerebbe un esempio di link building diretta. Altri esempi di siti web che ci linkano volentieri possono essere i social news alla Reddit o OkNotizie, i forum, i blog dei colleghi e via dicendo.

Link building nella pratica

In genere, l’acquisizione di link può avvenire mediante segnalazione (anche via email) su:

  • siti simili al nostro;
  • blog o quotidiani online del settore;
  • forum di appassionati;
  • portali aggregatori di contenuti e comparatori di prezzo.

La link building è dunque un’attività SEO mirata ad incrementare la popolarità di un sito, e questo mediante link esterni, che nella migliore delle ipotesi possiamo solo mettere nelle migliori condizioni perchè avvenga. Esattamente come avviene per il concetto di “popolarità” nella vita reale, infatti, tale effetto viene prodotto da una insieme di comportamenti (i contenuti web), dall’idea che le persone hanno “mediamente” di noi e da quanto riteniamo condivisibile, utile o accattivante un certo contenuto (viralità).

Equivoci molto comuni

L’idea approssimativa che “più link si possiedono da fonti esterne meglio è” porta molti webmaster e SEO ad incrementare i backlink in modo indiscriminato, spesso limitandosi a considerare esclusivamente quelli provenienti da siti molto popolari (e anche a costo di forzature e, spesso, di pagare qualcosa per ottenere il risultato).

Per quanto molte stime del PageRank siano quasi sempre errate (Google non ha quasi più alcun interesse a pubblicarlo, anzi sembra quasi “pentito” di averlo reso consultabile con il suo vecchio tool), la link building viene purtroppo intesa quasi sempre in termini di PageRank acquisito. Un approccio alquanto miope alla link building, che sconsiglio sempre (quasi sempre invano, devo dire) perchè ritengo non porti a risultati duraturi o, nella migliore delle ipotesi, a risultati positivi in modo puramente accidentale.

Un modo più costruttivo per entrare nella logica della link building è, ad esempio, quello di provare a farsi linkare da Wikipedia, ad esempio: poichè i contenuti saranno moderati, infatti, è necessario saperci entrare senza dare “fastidio”, o senza indurre il sospetto che lo stiamo facendo per fare SEO “sporca”. Capirete quindi la natura “editoriale” dell’attività, nei termini in cui ci troviamo ad essere freelance al servizio del “capo-redattore” Google.

Fare link building basandosi sul PageRank o su altri indici, senza considerare il contesto e la logica dietro ogni link (un link naturale deve essere contestualizzato e “credibile”, in un certo senso, cioè non deve “sembrare” messo lì solo per fare numero) è rischioso in termini di penalizzazioni e spam: il proprio “profilo di link” va curato sotto ogni aspetto, ed all’acquisizione di buoni backlink spesso si rende necessaria un’attività parallela di rimozione dei link di spam, automatizzati o fuori contesto rispetto al sito.

Modi validi per fare link building sono legati prettamente al contesto in cui si opera, e passano per segnalazioni dirette, richieste ai webmaster di siti simili, introduzioni del link al sito in discussioni su blog e forum, guest post, article marketing e contenuti postati su piattaforme user-generated content come Youtube. Nella pratica, la maggioranza dei link vengono (ribadisco ancora) acquisiti in maniera spontanea, cioè senza l’intervento del webmaster: è il caso in cui pubblichiamo un contenuto molto utile per gli utenti (una guida, tipicamente) ed alcuni blogger ritengono tanto valida la risorsa da linkarla dal proprio sito. Il processo avviene quindi per via naturale e – per quanto si possa incoraggiare mediante esperienza e tecniche borderline – non è quasi mai il caso di forzarlo.

La buona link building è indispensabile per misurare in modo approssimato la popolarità di un sito o di una pagina web, e quindi indirettamente il tasso di successo anche in termini di ROI e conversioni, di un qualsiasi sito web di natura commerciale: ma è proprio quest’ultimo aspetto, di fatto, a renderla controversa per molti aspetti.

Come fare link building senza fare stupidate
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