Il consulente SEO deve conoscere l’argomento del sito?

Domanda che in molti si sono fatti: se sono un SEO esperto posso ottimizzare qualsiasi sito, dai casinò online agli e-commerce di ricambi per l’auto? A mio avviso, in genere, no, anche se possono esistere molte eccezioni e brillanti colleghi potrebbero smentirli categoricamente: molti SEO, disciplina certamente multi-settoriale (che tendo a considerare tecnica al 60% e creativa al 40%), riescono ad avere questa capacità, nonostante tutto.

In linea di massima, pero’, un’attività SEO classica, incentrata su attività di conversione degli utenti (vendite, iscrizioni a newsletter, semplici click mirati) o anche solo sull’aumento del numero di visite mediante link building e/o ottimizzazione locale, non possono che basarsi sulla conoscenza approfondita del settore in cui si lavora, anche a costo di doversi documentare eventuali, inevitabili, lacune. Se non so nulla sul mercato dei pezzi di ricambio, per tornare all’esempio precedente, potrei documentarmi per scoprire eventuali dinamiche applicabili al web: ad esempio se esiste un mercato di compra-vendita di questi pezzi tra appassionati, sembra logico supporre che un forum possa rispondere esattamente a questo tipo di esigenza, e sia quindi replicabile come strategia SEO. Ma se non ragioniamo in questi termini, come potremmo mai fare? Il rischio, piuttosto alto, mi pare quello di acquisire backlink un po’ a casaccio (e senza concludere nulla).

Il costo elevato di una consulenza SEO seria, in molti casi, riflette anche tale sforzo e necessità “documentale”: capire come funziona il mercato, come si sia mossa la concorrenza, come siano impostati gli altri siti, quali siano i topic più cercati e così via. Motivo per cui, perltro, appare troppo riduttivo – oltre che sostanzialmente errato – vedere la SEO come un’attività mirata all’andare in prima pagina. Sfido chiunque abbia ottimizzato con successo siti di giochi online a fare lo stesso sul portale di una gioelleria, oppure su un blog di contenuti tecnologici, utilizzando non dico le stesse fonti ma lo stesso approccio. Ci sono siti di molti settori esistenti, certo, che chiedono anche lecitamente di essere primi sui motori (cosa impossibile da garantire, come dovremmo sapere), ma per i quali non sussistono neanche le condizioni per iniziare un discorso: è tipico, ad esempio, per i settori commerciali che usano il web come semplice “vetrina” e che non dispongano neanche di un e-commerce.

Molti scettici potrebbero pensare che i siti sono tutti uguali, e che non fa alcuna differenza la tipologia di sito: ma la SEO con la sua acquisizione di link spontanei o forzati che sia, a ben vedere, fa parte di un ecosistema che deve (a mio umile parere) essere rispettato. Ne va del buon fine della consulenza e della sua durevolezza nel tempo, a pensarci bene. Estendendo il discorso, se è vero che tutti i siti sono strutturalmente identici (il prodotto finale è sempre HTML), si potrebbe pensare che le tecniche di ottimizzazione possano valere per qualsiasi sito; è vero che possiamo rendere accettabile un sito dal punto di vista dei motori di ricerca, difficilmente potremo ottenere risultati più significativi se non conosciamo bene l’argomento del sito. L’approccio SEO cambia a seconda del settore, ed è questo il motivo per cui l’esperienza è molto importante e non ci sono corsi che possano competere con l’esperienza diretta nel settore.

Conoscerlo ed approfondirlo, infatti, ci permette infatti di andare immediatamente sul concreto: conosceremo di conseguenza i visitatori abituali (ed i loro profili: età, preferenze, abitudini, ecc.) e cercheremo di capire in che modo rendere visibile su Google il sito di interesse. In molte aziende la figura del SEO, infatti, tende a lavorare con altre figure che si occupano rispettivamente di contenuti del sito, campagne promozionali: per cui vi invito a non fraintendere il mio discorso, che vuole essere chiarificatore di possibili equivoci molto diffusi nelle consulenze, specialmente quando il proprietario del sito affidi un’attività SEO senza fornire alcun genere di materiale informativo sulla sua attività. In questi casi sarebbe forse più opportuno procedere ad un’analisi del mercato a parte, per poi far confluire le attività applicabili ai motori di ricerca sulla SEO pura.

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