Come eliminare una penalizzazione di Google

La rimozione delle penalizzazioni di Google è forse uno degli aspetti che preoccupano maggiormente i webmaster, specialmente quelli meno orientati alle problematiche di ottimizzazione. In questi casi, infatti, è tipico rivolgersi ad un consulente esterno che faccia questo lavoro per noi; ovviamente sul prezzo ognuno ha le proprie politiche e di questo, se ci fosse bisogno di dirlo, bisognerebbe avere più rispetto. Faccio giusto un appunto a chi ha scritto, in passato, articoli sul prezzo più giusto da applicare per una consulenza X, e questo (oltre a sembrarmi una cosa in certi casi poco etica, e più che altro “chiacchiere da bar”) è abbastanza fine a se stessa, fuorviante e – detta in modo brutale – credo non sia utile a nessuno.

Di fatto, è bene tenere presente che la rimozione di una penalizzazione – e parlo di quelle notificate esplicitamente da Google, non di quelle presunte più o meno ragionevolmente – passa per una serie di fasi consecutive facilmente inquadrabili in questi termini.

  1. È necessario anzitutto accedere alla Search Console del sito, per cui dovrete fornire al consulente l’accesso alla piattaforma, e prendere nota precisamente della notifica (vedi oltre);
  2. è necessario esportare la lista di link in ingresso al sito, che viene tipicamente importata come file Excel;
  3. a questo punto il consulente dovrà andare a spulciarsi uno per uno i link in ingresso, al fine di individuare quelli malevoli; in caso di penalizzazioni da link in uscita, dovrà estrarre dal vostro sito (mediante opportuni software) tutti i link esterni delle vostre pagine, per poi (anche qui) individuare quelli che siano di natura tendente a manipolare il PageRank e simili; è chiaro che questa è la parte più corposa del lavoro, e richiede una certa esperienza al fine di individuare quello che non va, oltre al tempo materiale di analizzare i dati. Bisogna avere la pazienza di creare un file con i sospetti, contattare webmaster (nella speranza che rispondano), creare un file di disavow adeguato e così via. Il tutto col rischio, se si fanno le mosse sbagliate, di peggiorare ulteriormente le prestazioni del sito su Google.
  4. si dovrà, dopo aver concluso la fase 3 (che può richiedere, a seconda del volume di dati, da diversi giorni a varie settimane), passare a fare una richiesta di riconsiderazione del sito web a Google; essa andrà formulata in modo opportuno evidenziando, soprattutto, il lavoro che è stato eseguito.
  5. Se la richiesta viene accettata, il lavoro si conclude qui; in caso contrario è necessario ripetere le fasi 3 e 4 finchè non vanno a buon fine.

Per capirci ancora meglio, i dettagli di un lavoro di questo tipo, da me svolto un po’ di tempo fa, si trovano nell’articolo Escape from Google manual penalties (in inglese). Come avete visto, è un lavoro lungo che richiede tempo e competenza.

Scrivo questo perchè, molto francamente, mi da’ molto fastidio quando un cliente entra nel merito del prezzo che gli ho proposto, magari dicendo in modo subdolo che starei addirittura pagando troppo, ovvero (detta in termini eleganti) svilendo il mio lavoro stesso. Magari con questo articolo, per una volta privo di considerazioni tecnico-strategiche, riusciamo a mettere (almeno un po’) le cose a posto.

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Pubblicato:17/08/2015

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