Google pubblica un nuovo documento ufficiale sul quality rating dei risultati di ricerca

Da qualche giorno Google ha deciso di pubblicare sul proprio blog ufficiale un importante documento ufficiale, ovvero quello relativo alle linee guida sul rating espresso dai “quality rater“, ovvero il personale che si occupa di valutare, secondo opportuni criteri, la qualità dei risultati di ricerca. Lo scopo è quello di inserire una sorta di “fattore umano” nella valutazione delle query di ricerca più sensibili, da affiancare ai fattori automatici e rendendo disponibile la versione più recente (la precedente era del 2013) a questo indirizzo. Un piccolo “malloppo” di 160 pagine in inglese, utili da spulciare per chiarire lo scopo del rating, le modalità di valutazione ed i requisiti considerati all’interno della valutazione stessa; abbastanza complesso da consultare anche perchè alcuni fattori variano sensibilmente a seconda del paese di riferimento (in alcuni paesi potrebbe essere considerata pornografia ciò che passa relativamente indifferente da altre parti, ad esempio). Questo serve a ricordarci che la valutazione viene contestualizzata, almeno in linea di massima, e questo ci ricorda l’inutilità di ricorrere a fattori di posizionamento assoluti perchè, di fatto, ogni valutazione va fatta caso per caso.

Preferisco non evidenziare nessun argomento specifico all’interno del documento, perchè questo porterebbe ad una sovraottimizzazione di massa (esempio: nel documento si parla di mobile => tutti smanettano a casaccio sulla parte mobile del proprio sito senza capirci nulla) e questo, secondo me, è uno dei problemi più seri e sottovalutati di tutti i blog SEO. Non si tratta, è bene specificarlo, di un documento del tipo “come fare i siti in modo da posizionarsi bene sui motori di ricerca“, bensì solo un piccolo tassello extra nelle (poche) informazioni ufficiali ed affidabili di cui disponiamo pubblicamente sull’argomento, e che viene utilizzato dai quality rater per valutare i risultati di ricerca, e cercare – si spera – di migliorarli.

Non è nota la modalità con cui questo genere di interventi agiscano, per cui non fatevi fuorviare: l’unico quality rater con cui abbia parlato in una vecchia intervista, pur restando anonimo, è stato decisamente “abbottonato” sull’argomento, ed ha preferito non darmi informazioni diverse da quelle note ufficialmente sui canali di Google.

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