Link building: come farla via email

Come ho scritto ieri sul mio articolo su trovalost.it (Le richieste di link via email sono un modello di business che non funziona), le richieste dirette di backlink via email sono certamente un metodo per fare link building ancora valido, e che rimarrà tale per molto tempo ancora.

Certo è che in molti casi non può funzionare, almeno per come viene concepito, specie se si riduce a due casi:

  1. scambio di favori, magari un giorno linkerò te ecc.;
  2. link a pagamento, ti pago se metti questo link.

Entrambi portano a svantaggi nell’immediato: nel primo caso è un link che rischia di avere impatto nullo sulla SEO, nel secondo si va contro le regole di Google. In entrambe le circostanze, a mio umile parere, si ha l’impressione che il gioco non valga realmente la candela.

Esiste una casistica intermedia di richiesta di link building via email, pero’, che mi sembra decisamente più efficace, e che:

  • porta traffico mirato e tematizzato nel tempo;
  • porta link utili lato SEO (il che secondo alcuni sarebbe diretta conseguenza del precedente punto);
  • porta link che molti altri potrebbero avere;
  • porta link difficili o quasi impossibili da ottenere con strumenti automatici o tool SEO.

Funziona così: bisogna setacciare pazientemente Google e Bing, alla ricerca di siti autorevoli nel nostro settore che si occupino di stilare elenchi di risorse (i migliori siti per fare X, per capirci). Si crea poi una lista di URL e si visitano uno per volta, eventualmente scremando la lista in base alla qualità che riusciamo a percepire sul sito. Tra questi link, prima o poi – ad esempio tutorial, articoli e FAQ – potrebbe ragionevolmente trovare posto anche un nostro articolo pubblicato, guarda caso, sul sito che stiamo cercando di valorizzare o “spingere” lato SEO.

A questo punto, quindi, basterà contattare i webmaster in questione, e chiedere un link. Sappiate che:

  • in molti casi non riceverete risposta (7 volte su 10, nella mia esperienza);
  • almeno un webmaster vi chiederà soldi per questa cosa (ignoratelo);
  • due webmaster su dieci, alla fine, potrebbero essere disponibili a darvi un backlink in maniera relativamente disinteressata: il miglior backlink che potrebbe capitarvi, per quanto sia “stimolato” da una richiesta via email (ma vale anche via Facebook, Twitter o altri strumenti analoghi, ovviamente).

La percentuale di successo di questa tecnica non è altissima, e funziona maluccio soprattutto nei settori considerati borderline (adult, scommesse online, ecc.): quantomeno, pero’, predilige la qualità, è una tattica intelligente e secondo me relativamente immune alle penalizzazioni. Da valutare, ma la percentuale di successo è molto soggettiva, e dipende dalle nostre abilità comunicativo-strategiche di SEO.

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