Link building diretta e indiretta: come farle e perchè

Quando si pensa alla link building è difficile dare un’idea di ciò che è necessario fare senza ricorrere ad esempi concreti: l’ho fatto in diverse occasioni su questo blog, ma non è tutto, ovviamente. Molto più interessante, forse, partire da idee generali dalle quali solitamente scaturisce la link building, che può essere forzata direttamente (ed è il metodo più immediato e semplice per farla, spesso l’unico) ma può essere anche indotta.

Cosa vuol dire? Per capirlo meglio, partiamo dalle tecniche di “forzatura” diretta che si possono usare per fare link building su un generico sito, tenendo conto che – in linea di massima – a determinare la migliore tecnica di link building è soprattutto il tipo di sito e gli argomenti che tratta. Sui siti commerciali solitamente è più difficile agire in questa direzione che sui blog “neutri”, così come è decisamente complesso (se non quasi impossibile, in termini di “pulizia”) mettere in pratica questa tecnica sui siti rivolti ad un pubblico adulto.

L’approccio diretto prevede, in linea di massima, tecniche basate sull’invio di contenuti (per esempio: scrivere articoli promozional-tematici, e li invio su vari blog nella speranza che interessino e sia approvati), oppure cerco di segnalare via email / forum / blog le risorse del mio sito ai webmaster potenzialmente interessati. Le tecniche dirette, sul mercato italiano, spesso tendono a risultare inefficaci sia perchè “tutti ci provano” un po’ a casaccio, sia perchè i soggetti con cui si lavora sono smaliziati, ma è ancora possibile, con un po’ di ricerche, trovare collaboratori preziosi anche in termini di coloro che sembrano essere nostri competitor. Estremizzando, offrire un pagamento per avere un link è una tecnica funzionale in tale dimensione a costo di accollarsi i rischi dell’effettuare una pratica del genere (penalizzazioni di Google).

L’approccio indiretto consiste invece nel generare localmente articoli, approfondimenti o FAQ e favorire (ad esempio diffondendoli sui social) che siano facilmente linkati da altri utenti, tipicamente (ma non esclusivamente) come “esche” oppure risposte a domande molto comuni del settore. Si tratta di una tecnica a più largo spettro, quindi, che richiede più tempo, più risorse ed implica spesso maggiori difficoltà, mentre il numero di preciso di backlink che si otterranno non può essere determinato a priori. Tutto sta nel mettere online “cose” utili, in effetti, e questo è tipico dei contenuti come i tutorial ed i suggerimenti da parte degli esperti, per quanto spesso i buoni contenuti passino inosservati ai motori di ricerca, spesso più presi ad esaltare l’hype di un argomento frivolo più che a valorizzare ciò che davvero è di qualità.

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Pubblicato:06/10/2015

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