Secondo varie definizioni di SEO che si sentono o leggono in giro, lo scopo delle ottimizzazioni è quello di “migliorare (o mantenere un elevato) posizionamento nelle pagine di risposta alle interrogazioni degli utenti del web” (Wikipedia), oppure (definizione che preferisco) “il processo di ottenere traffico, cioè visitatori, da risultati di ricerca gratuiti, organici, editoriali o naturali” (SEL).

Anche Google si è scomodata a darne una definizione, e per quanto la stessa resti condivisibile fa passare in secondo piano un aspetto trascurato dai più: la prima pagina.

Molti mi contattano periodicamente su Skype, con discorsi tipo “vorrei essere in prima pagina col mio sito” (ed hanno un dominio comprato l’altro ieri con 6 pagine), “voglio arrivare in prima pagina, quanto costa?“, “la seconda pagina di Google è il luogo più sicuro dove seppellire un cadavere” (una pseudo-battuta che fa ridere i polli, a mio umile avviso); a queste persone non frega nulla della qualità dei siti, importa a malapena delle quantità, e di sapere qualcosa per sentito dire su PageRank e Page Authority.

La fissazione per la prima pagina “in astratto” è una cosa da cui dovremmo diffidare in massa, in quanto figlia di campagne ossessive che non badano alla sostanza, e che ricordano molto le idee diffuse da alcune case editrici sull’odore, sul sapore e sulla consistenza dei libri cartacei rispetto agli ebook (del resto poco importa che i libri si leggano: basta che si comprino, e non debbano mandarli al macero).
Preferisci 100.000 visite mensili stando in seconda pagina vicino a quel cadavere, o 1.000 stando in prima pagina?
Dico sempre che la “prima pagina su Google” è il modo peggiore per approcciare ad un discorso SEO, e questo perchè di fatto la prima pagina non è la priorità della SEO. Semmai, la prima pagina arriva alla fine di un lungo processo: a monte ci sono una serie di condizioni (spesso labili, mutevoli, quasi impossibili da definire) relative alla qualità, all’unicità dei contenuti, ma anche alla user experience e all’utilità del sito (un aspetto, quest’ultimo, troppo sottovalutato da chi crede di fare SEO semplicemente a colpi di tastiera).

Dipende da te e dalla tua sensibilità: se credi che si tratti solo di farti restare in prima pagina (come ho già scritto) tanto vale usare Adwords, e chiamare le cose col proprio nome: SEO per le ricerche organiche (link naturali ecc.), Adwords per quelle a pagamento.

test123

La prima pagina su Google non deve essere un’ossessione
Sono il factotum della città
determination-899011_1280
Valutazione degli utenti: 5.00/5 sulla bellezza di 3 votanti