Strategie di link building facili e veloci

Abbiamo visto nel precedente post sulla link building (l’arte di ricevere link dall’esterno per incrementare la popolarità di un sito sui motori di ricerca) alcune tecniche molto comuni, tra cui riutilizzare i domini scaduti e sfruttare i link 404; è già molto, ma ci sono anche altre strategie.

Una di cui non ho ancora parlato riguarda lo sfruttamento delle partnership: di solito questa tattica viene usata, ad esempio, dai brand che utilizzano un programma di affiliazione. Se utilizzate un programma del genere (i sistemi di gestione clienti web come WHMCS sono abilitati per questo) avrete molti link in ingresso “spontanei”, ed è importante di solito che siano nofollow. È una “scusa” indiretta per farsi linkare, soprattutto dai blogger, mentre i link sono (mediamente e salvo l’odioso thin content) di qualità, nel senso stretto che convertono (fanno guadagnare sia il blogger che il brand) per quanto siano spesso nofollow. Ma poco interessa in questo frangente, perchè anche i nofollow hanno la loro maledetta importanza, e non mi stancherò mai di riperterlo (ecco cinque buone ragioni per non sottovalutarli).

Un modo analogo per ricevere un link, se ad esempio utilizzate per lavorare un prodotto di marca X, è quello di richiedere un link dalla pagina testimonial o partner di X: di solito, quando vengono concessi, sono link duraturi e da fonti senza dubbio autorevoli, per quanto (ad essere pignoli) rientrino nella pericolosa casistica dei link a pagamento. In effetti, voi pagate letteralmente per essere su quella pagina, e anche lì il nofollow è in agguato. WHMCS, tanto per restare sull’esempio di prima, concede questi link a tutti o quasi i suoi clienti grossi (esempio), e per agire su questa falsariga non avete che da chiedere all’azienda. Un altro esempio analogo, sempre a pagamento in effetti, è considerabile la lista di registrar italiani sul sito del NIC. Decidere se sia il caso o meno di usare questa strategie, di fatto, è da valutare sulla base dello scenario effettivo, oltre che della “mentalità” del consulente.

Passo al terzo ed ultimo metodo: utilizzare le community come forum e blog a tema può funzionare certamente nel medio-lungo periodo, per quanto interventi mirati su certi thread (col proprio sito in firma, per capirci) possano portare, con un po’ di fortuna (ed ammesso che sia consentito farlo), anche a conversioni/vendite dirette. Parliamo sempre di link utili all’utente, dove “utile” può significare tante cose, e per cui bisogna sempre fare una certa attenzione a quello che si fa. La tecnica in questione, per la cronaca, non ha nulla a che vedere con gli share social come Twitter e Facebook, ed è bene non mischiare le cose a mio parere per quanto, senza dubbio, questi strumenti aiutino ad attrarre visitatori nel brevissimo periodo.

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Pubblicato:24/09/2015

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