SEO per siti di giochi, come farla

I portali di giochi sono molto interessati ad attività SEO, e in diversi casi mi è capitato di farci consulenza in ambito di ottimizzazione sui motori: le cose da fare sono apparentemente sempre le solite, ma ad un lato prettamente tecnico (ottimizzazione insite e offsite) se ne affianca uno legato necessariamente alla produzione di contenuti. Ci si aspetta infatti che un sito di giochi da ottimizzare lato SEO venga periodicamente aggiornato, se non a livello di nuovi prodotti quantomeno sul blog, e che ci sia un flusso costante di informazioni che possano attrarre l’attenzione delle ricerche da parte degli utenti. I siti poco aggiornati, in effetti, sono mediamente più difficili da ottimizzare di quelli che invece sono aggiornati spesso.

La principale difficoltà sembra legata, in effetti, al farsi linkare da siti pertinenti: target difficile, perchè la maggioranza dei link finiscono per essere frutto di compra-vendite mirate e, di per sè, non forniscono un sostanziale valore aggiunto troppo distante dalla solita anchor text mirata (giochi, giochi free, giochi gratis e chi più ne ha, ne metta). Il panorama è in parte decisamente scoraggiante visti i tanti non meritevoli che finiscono in prima pagina, per cui credo che la prima azione debba essere incentrata sulla definizione, o ridefinizione, di un piano editoriale idoneo. Questo non significa per forza pubblicare continuamente qualcosa, bensì sapersi rivolgere al pubblico giusto dopo aver analizzato le query più promettenti del settore. Questo significa anche chiarire il modello di business ed integrarlo nelle attività SEO, perchè arrivare in prima pagina senza avere un obiettivo troppo vago può davvero servire a poco o, ancora peggio, non essere sfruttato per via di un CTR basso o perchè il nostro sito è davvero poco appetibile e poco adatto al pubblico di riferimento. La maggioranza dei siti di giochi sono pressochè identici tra loro, per cui fare la differenza può essere un fatto davvero importante e non dovrebbe essere sottovalutato. Proviamo quindi a chiederci cosa sappiamo o possiamo offrire solo noi al nostro pubblico di riferimento, e le ottimizzazioni verranno da sè, un po’ alla volta.

Rapportarsi con l’utenza che cerca giochi online, e questo credo valga anche per i vari siti di scommesse e giochi d’azzardo, è un passo fondamentale che richiede molta costanza, saper filtrare bene i link buoni o ottimi da tutti gli altri (i link mediocri qui, nella mia esperienza, servono a poco o nulla) e spesso non sarà facile neanche riuscire a focalizzare le prestazioni ottenute mediante la campagna, se non mediante la solita tiritera basata su CTR, clic, numero di visitatori e parole chiave ben posizionate su Bing o Google.

Fare SEO su un sito senza spendere un capitale

L’attività SEO viene spesso associata ad un lavoro sostanzialmente economico, o addirittura ultra-low cost, quantomeno per come viene percepito (male) da molte persone.

L’astrazione (perchè di questo si tratta) della SEO economica non esiste nella realtà, e questo per cinque sostanziali motivi:

  1. l’attività di ottimizzazione è raramente una tantum, nel senso che un singolo intervento o una serie di interventi localizzati nel breve periodo non possono portare a miglioramenti sostanziali;
  2. anche per questo motivo, non si dovrebbero mai effettuare consulenze basate su parametri numerici come numero di backlink o PageRank dei backlink (“al chilo”); in questi termini, non dovrebbe essere svolta da persone senza esperienza o che credono di aver capito tutto su Google;
  3. l’attività SEO costa (a volte più di quanto si pensa) perchè è frutto di un mix di pianificazione, strategie, interventi tecnici mirati e misurazione degli effetti mediante appositi tool;
  4. alcuni interventi SEO possono richiedere, inoltre, la presenza di un esperto del settore che dovrà collaborare con il SEO; questo vale soprattutto per le chiavi molto competitive;
  5. l’ottimizzazione di un sito web ha senso nella misura in cui il cliente ha la percezione dell’importanza del proprio sito; se lo sta facendo “giusto per”, per emulazione della concorrenza e senza avere tempo e voglia di misurare i risultati, tanto vale che non lo faccia affatto.

Dipende tutto, insomma, da quanto siete disposti ad investire ed in che quantità: sono parametri spesso difficili da valutare, e richiedono impegno, costanza ed apertura mentale da parte di tutti gli attori. Molti che pretendono di stare sul web, ad esempio, ne tendono a sottovalutare l’efficacia, e considerano la SEO un “buono”, un extra non indispensabile per cui non saranno mai disposti a spendere chissà quanto. Se questo è indirettamente vero come visto al punto 5, viene smentito nel caso in cui l’azienda fatturi e proponga servizi esclusivamente via internet.

Eppure, i grossi brand del web investono tantissimo in attività SEO, e solo così (e grazie a campagne di marketing efficaci) riescono a diventare leader sul proprio mercato.

Se non si vuole ricorrere ad una consulenza, l’alternativa può essere un corso con Madri: si impara con degli esperti come promuovere qualsiasi sito web, e poi si effettueranno le operazioni in proprio. Il vantaggio principale del corso di formazione è legato ad una singola spesa una tantum, a fronte di un consulente classico che invece è necessario pagare mese dopo mese.

Videocorso SEO

SEO “fast & furious”: guida pratica

La fretta, si sa, è cattiva consigliera: e questo vale soprattutto in ambito ottimizzazione per i motori di ricerca, non fosse altro che si tratta di un lavoro i cui benefici, se ben realizzato, si concretizzano soltanto nel lungo periodo. Eppure in certi casi serve un approccio SEO “sporco e cattivo”, e senza sconfinare nel cappello nero / black hat andremo a vedere, oggi, come (e se) sia possibile fare SEO veloce e senza fronzoli.

Di solito non è possibile farlo: il tempo di realizzazione di una consulenza SEO, infatti, tende ad allungarsi per una serie di ragioni:

  • tempi di approvazione dei link (DMOZ e qualsiasi altro sito abbia una politica editoriale non banale);
  • tempi di ricerca delle fonti;
  • brainstorming;
  • fase di try & test;
  • valutazione dei risultati.

Fermo restando quanto scritto, ed il fatto che raramente prima di 6 mesi vedrete dei risultati concreti, un lavoro SEO rapido potrebbe operare (ed usualmente opera) sull’incremento del volume di traffico sul sito, cioè portare più visitatori attivi ed interessati agli argomenti del sito possibili. Per farlo, si può anzitutto ricorrere ai forum tematici, con il massimo rispetto della netiquette dei siti e senza abusare degli spazi altrui. Per aggirare questi “blocchi”, il SEO potrebbe (nel breve periodo) concepire delle aree tematiche del sito che siano potenzialmente linkabili, ad esempio un blog o un’area di free download e via dicendo, ovviamente pertitente al resto del sito. I benefici non si noteranno subito, ma quantomeno avremo fatto qualcosa di intelligente per il nostro sito e favorito la circolazione del brand nel lungo periodo.

Per portare velocemente traffico al sito, del resto, si può sfruttare un sito come OkNotizie o fai.informazione, a patto che il vostro sito ospiti notizie e che siano abbastanza interessanti per l’utente medio (postare comunicati stampa o “abbiamo aperto una nuova sezione del nostro sito” non è interessante quasi per nessuno, per intenderci). Un altro modo per fare link building rapida, ovviamente, è quello di ricorrere alle directory, specialmente quelle riservate alle aziende piuttosto che quelle, più orientate allo spam che altro, generaliste. Altre strategie sono da valutarsi nel medio-lungo periodo.

Ottimizzare un sito in ottica SEO: indicazioni di base

Fare SEO per il tuo sito può essere spesso un’esperienza stimolante e ricca di spunti sempre nuovi, a patto di disporre della sufficente flessibilità e conoscere adeguatamente, se possibile, le tecnologie del web. Non sarà facilissimo, ma un tentativo di base possiamo provare a farlo: vediamo come!

Solitamente l’attività SEO per qualsiasi sito web si articola in due macro-fasi distinte, che riguardano:

  1. ottimizzazione on-site, cioè sulle pagine del sito – title, description, contenuti, strutturazione dei link eccetera;
  2. ottimizzazione off-site, cioè esternamente al sito – referenze, backlink da blog o forum, citazioni, partnership eccetera.

Le due fasi possono (anzi, spesso devono) alternarsi, una non esclude l’altra e la valutazione della necessità dell’una o dell’altra dipende da fattori che solo il consulente potrà valutare, per esperienza, necessità, requisiti o altro ancora. Per quanto riguarda la prima fase, il processo è più che altro compilativo, di natura ripetitiva: consiste nella verifica del posizionamento delle pagine, nella “taratura” dei tag principali del sito secondo le note indicazioni di Google, e nel successivo monitoraggio dei risultati. Non ci sono regole precise o assolute anche perchè, se ce ne fossero, tutti le applicherebbero, e sarebbe poi troppo complicato discernere la “qualità” dei vari risultati.
I cambiamenti che portano a miglioramenti positivi del posizionamento sono, di solito, variazioni sul title (a volte anche sulla meta-description). Non ho mai registrato, almeno fino ad oggi, miglioramenti significativi in corrispondenza di aggiunta di feature avanzate delle pagine, tipo i rich-text snippet (che possono comunque migliorare altri fattori tipo il CTR). Questo ovviamente non significa che non si possa, o non si debba, operare su questo, come su altri fattori, che possono contribuire globalmente ad un sito di maggiore qualità.
Conoscere i plugin (Yoast di WordPress e per EFSEO per Joomla sono i più classici ed efficenti) ed il funzionamento dei CMS è certamente molto utile ad un SEO, che non sempre disporrà di un webmaster che possa cambiare per lui questi elementi. Su molti siti, comunque, mi sono trovato decisamente meglio ad ottimizzare in HTML in via diretta il theme, ovviamente operando secondo le “regole” del CMS stesso (theme child di WP ad esempio).

Per quanto riguarda la seconda fase, invece il processo è molto più complesso: consiste nella verifica del posizionamento delle pagine, nell’acquisizione di visibilità da fonti esterne autorevoli senza violare le norme di Google, e (anche qui, again & again) nel successivo monitoraggio dei risultati.

I cambiamenti che portano a improvement del posizionamento sono difficili da quantificare e precisare, per quanto abbia riscontrato risultati apprezzabili nell’utilizzo di fonti di traffico attive (Scoop.it, OkNotizie, …) più che di link autorevoli veri e propri (Dmoz, siti di quotidiani, ecc.), spesso praticamente impossibili da ottenere – se non dietro sotterfugi o pagamenti quasi sempre (dal mio modesto punto di vista) fuori budget. C’è da dire che nell’ambito SEO c’è poco da fare i moralisti, e molto spesso la necessità dovrà cedere il passo a tecniche poco convenzionali.