Google contro i blogger-marketta

Siamo alle solite: Google ha annunciato mediante un citatissimo comunicato ufficiale dello scorso 11 marzo che i blogger che recensiscono prodotti che gli vengano omaggiati dalle rispettive aziende debbano usare il rel=nofollow, esplicitare che relazione abbiano col prodotto all’interno del sito e creare – come sempre – contenuti utili ed originali a vantaggio di tutti i propri utenti. Attenzione quindi ai link che date dai vostri blog in cambio di prodotti gratuiti: non è diventato vietato farlo, ma vanno etichettati con il nofollow, andrebbe anche detto chiaramente in che rapporto siate con l’azienda e la recensione dovrebbe essere originale e non sputata fuori con una Spintax.

Partendo dal presupposto che molte aziende inviano i propri prodotti gratuitamente ad alcuni blogger (solitamente con un buon numero di follower, o comunque molto popolari) in cambio di una recensione (una “mention“, si dice nel comunicato) dal proprio sito, Google invita ad una forma di correttezza per evitare di falsare i ranking di alcune pagine web, mostrando quindi attenzione contro una forma di marketing evidentemente molto diffusa.

Evito di riproporre i soliti pipponi che un po’ tutti scrivono in queste situazioni, non fosse altro che la politica di questo blog non insiste troppo sulla quantità, quanto sulla qualità degli articoli, e mi limito ad osservare che:

1) non si tratta di una novità sostanziale, è semplicemente una riconferma contro gli abusati schemi di link che tutti dovremmo sapere a memoria; chi decida di fregarsene, dovrebbe – se non altro – prendersi qualche responsabilità in più;

2) il fenomeno credo riguardi solo alcuni settori (neanche tutti) che basano la popolarità sulla recensioni-markette, anche se nella mia esperienza il più delle volte, chi ti chiede una recensione lo chiede gratis, e spesso ti offre nulla in cambio, per cui sarebbe curioso capire se questi link siano penalizzanti o meno. La differenza è molto sottile e credo, alla fine, dipenda dalla sensibilità del quality rater o su altri criteri immagino supportati da algoritmi statistici e/o ad apprendimento.

Comunque trovo piuttosto cattivello – uso un eufemismo – confondere chi scrive per passione su ciò che vuole – il blogger – con chi debba spacciare la recensione di un prodotto per autentica (il blogger-markettaro): motivo per cui, ad esempio, su Trovalost.it vendo spazi pubblicitari, non link. Ho già scritto altrove, comunque, che la mia sensazione su comunicati del genere è sconfortante: nascono con le buone intenzioni di essere linee guida per blogger che recensiscono prodotti, ma finiscono per diventare guide ad un goffo reverse-engineering, che è un po’ come sentirsi “hacker” perchè l’elettricista suggerisce di staccare la corrente prima di mettere mano all’impianto ed io non lo faccio: ok, non succede nulla in molti casi, ma…

Su ogni cosa, del resto, ad essere demonizzata è la manipolazione del PageRank, non la pratica generale di vendere link (come invece, a mio parere, dovrebbe essere): questo produce l’effetto collaterale del proibizionismo. Voglio dire che fa passare l’idea che il PR sia qualcosa di vietato, eccitante o affascinante, per cui finirà che qualcuno – prima o poi – dirà che il PR è l’unica cosa che conta, e sarà adorato dalle folle per averlo pensato.

Quando Google capirà tale paradosso poco simpatico, non sarà mai tardi.

 

Google pubblica un nuovo documento ufficiale sul quality rating dei risultati di ricerca

Da qualche giorno Google ha deciso di pubblicare sul proprio blog ufficiale un importante documento ufficiale, ovvero quello relativo alle linee guida sul rating espresso dai “quality rater“, ovvero il personale che si occupa di valutare, secondo opportuni criteri, la qualità dei risultati di ricerca. Lo scopo è quello di inserire una sorta di “fattore umano” nella valutazione delle query di ricerca più sensibili, da affiancare ai fattori automatici e rendendo disponibile la versione più recente (la precedente era del 2013) a questo indirizzo. Un piccolo “malloppo” di 160 pagine in inglese, utili da spulciare per chiarire lo scopo del rating, le modalità di valutazione ed i requisiti considerati all’interno della valutazione stessa; abbastanza complesso da consultare anche perchè alcuni fattori variano sensibilmente a seconda del paese di riferimento (in alcuni paesi potrebbe essere considerata pornografia ciò che passa relativamente indifferente da altre parti, ad esempio). Questo serve a ricordarci che la valutazione viene contestualizzata, almeno in linea di massima, e questo ci ricorda l’inutilità di ricorrere a fattori di posizionamento assoluti perchè, di fatto, ogni valutazione va fatta caso per caso.

Preferisco non evidenziare nessun argomento specifico all’interno del documento, perchè questo porterebbe ad una sovraottimizzazione di massa (esempio: nel documento si parla di mobile => tutti smanettano a casaccio sulla parte mobile del proprio sito senza capirci nulla) e questo, secondo me, è uno dei problemi più seri e sottovalutati di tutti i blog SEO. Non si tratta, è bene specificarlo, di un documento del tipo “come fare i siti in modo da posizionarsi bene sui motori di ricerca“, bensì solo un piccolo tassello extra nelle (poche) informazioni ufficiali ed affidabili di cui disponiamo pubblicamente sull’argomento, e che viene utilizzato dai quality rater per valutare i risultati di ricerca, e cercare – si spera – di migliorarli.

Non è nota la modalità con cui questo genere di interventi agiscano, per cui non fatevi fuorviare: l’unico quality rater con cui abbia parlato in una vecchia intervista, pur restando anonimo, è stato decisamente “abbottonato” sull’argomento, ed ha preferito non darmi informazioni diverse da quelle note ufficialmente sui canali di Google.

[ebook] Guida pratica al marketing delle affiliazioni

Il marketing affiliato è la parte del web marketing che si occupa dell’ottimizzazione dei banner e dei link che procurano guadagni ai webmaster: oltre ai soliti Tradedoubler e Google Adsense, il mercato sta conoscendo un’espansione davvero capillare ed è facile, ormai, riuscire a trovare accordi di affiliazione gratuiti per tutte le tipologie di siti e prodotti. Se possiedete un sito che recensisce CD musicali oppure DVD, ad esempio, potete pensare di sfruttare le affiliazioni di Amazon, il più grosso negozio online che corrisponde fino al 10% delle vendite effettuate tramite il vostro sito. Tuttavia questo mercato è stato molto spesso mal interpretato, banalizzato come forma di guadagno “automatizzata” da parte di guru e marketer senza troppi scrupoli, ed è per questo motivo che ho deciso di scrivere e proporre sul web il mio piccolo (ma sostanziale) contributo: “Web marketing affiliato” è una guida/vademecum piuttosto sintetica (circa 59 pagine), ma molto densa di contenuti.

Oltre a contenere oltre 50 suggerimenti per ottimizzare il vostro sito per le affiliazioni, l’ebook affronta l’argomento nel modo più ampio possibile, dando spazio inizialmente alla spiegazione del “perchè” si viene pagati “per cliccare” (come usano semplificare alcuni inesperti, in certi casi), il che non è affatto scontato ma è necessario per attivare il meccanismo stesso. Successivamente, una volta chiarito “come” avvenga tale meccanismo, viene dato ampio spazio al “cosa” sia possibile fare per rendere il proprio sito più visibile, alla luce di una considerazione forse impopolare ma veritiera: troppi affiliate marketer finiscono per essere ossessionati solo ed esclusivamente dalla SEO, dalla prima posizione ad ogni costo ma questo, di fatto, finisce per mettere in secondo piano metriche molto più importanti come la percentuale di rimbalzo, le visite dai social network oppure il numero di conversioni che effettuate mediante un banner. Cose che c’entrano poco o nulla con la SEO che invece, in molti casi, viene usata come rimedio per tutti i mali (quando invece, se servisse dirlo, non lo è affatto). È alla luce di questa ottica, ragionevole, comprensibile a tutti ed attuabile senza ricorrere ad alcun software a pagamento, alla fine, che è possibile trovare il miglior modo di lavorare nell’affascinante settore del marketing affiliato, e se si sceglie la nicchia giusta anche di guadagnare qualcosa.

È possibile visionare gratuitamente il mio ebook “Web marketing affiliato” da questo link.

Link building: trovare backlink con un tool gratuito

Ho realizzato e messo online da qualche giorno, oltre ad un semplicissimo servizio di directory ed uno per segnalare notizie, un tool molto immediato che permette di scovare i link in ingresso ad un sito qualsiasi. Il database viene aggiornato circa 1400 volte al giorno, per cui l’archivio è in crescita costante e cercherà di acquisire il massimo dei dati, coerentemente con la capienza del mio hosting, dando priorità ai domini scaduti di recente.

Ho fatto questa scelta sia perchè in molti casi si tratta di domini “di valore” sul mercato, ma anche perchè quelli che vengono rinnovati (con status OK) sono in molti casi siti su cui si sta lavorando per cui il processo di link building sia costante. Non vi resta che provarlo per il vostro sito, con l’unica accortezza di attendere qualche tempo se il sito che avete inserito non restituisse nulla: sarà messo in coda, e scansionato al più presto. L’hardware che ho a disposizione non mi permette di effettuare scansioni alla frequenza che vorrei, per cui l’acquisizione dati sarà “lenta ma costante” (un po’ come le tartarughe di Super Mario, per avere un termine di paragone).

Il tool per trovare i backlink è quindi raggiungibile gratuitamente dall’indirizzo web seo.eccocome.it , è utilizzabile al 100% ed è in corso di acquisizione dati: i siti non presenti in archivio saranno scansionati casualmente ad intervalli regolari (tempo medio di attesa: 1 settimana). Al momento sono presenti in archivio 49441 siti registrati per un totale di 22896 backlink acquisiti: le potenzialità del sito cresceranno nel tempo, per cui è opportuno salvarlo nei vostri bookmark anche se al momento, probabilmente, solo i siti più famosi mostreranno un numero consistente di link.  All’interno della sezione Risorse SEO utili di questo blog, inoltre, è possibile trovare altri strumenti analoghi.