Strategie di link building per cattive persone

Acquisto di link – Ci sono numerose strategie per comprare i link che possono esserci utili: ovviamente bisogna saper valutare se ne vale la pena (nel 90% dei casi non ne vale la pena), e se non costano tanto (la media va dai 15 ai 100 euro, una tantum o come quota mensile a seconda dei casi). Se lo fate, quantomeno non compratevi backlink da footer e widget di altri siti – cosiddetti backlink site-wide – perchè sono spesso i primi ad essere penalizzati manualmente, e possiedono una struttura HTML abbastanza semplice da rilevare per via algoritmica.

Article marketing – Per quanto esista un modo corretto di farla, il più delle volte questa tecnica si riduce a “scrivi un comunicato stampa e spammalo fino allo sfinimento” oppure, peggio ancora, “riscrivi lo stesso articolo cambiando solo qualche parola“. Lo spirito semplicistico e sbrigativo con cui i comunicati stampa e gli articoli promozionali vengono pubblicati e riproposti è disarmante in molti casi, e mostra azienda ancora piuttosto sprovvedute in merito: in moltissimi casi sono un modo fiacco di fare link building, ma se usati con più criterio (ed un pizzico di astuzia) sarebbero un’arma micidiale per fare la differenza.

Scambio di link indiretto – Si contattano webmaster di siti simili (spesso saranno nostri concorrenti diretti) e si chiede di ricevere un backlink da un suo sito in cambio di uno da parte nostra su un’altra coppia di siti. In questo modo il link one-way è assicurato e non c’è il rischio di essere penalizzati per scambio di link (Google penalizza l’eccessivo scambio di link, in realtà), per quanto permanga la possibilità di essere accusati di compra-vendita di link.

Infografiche – Per quanto siano magnificate dalla maggioranza dei SEO, mi spiace scriverlo: trovo da sempre che siano da evitare, che denotino scarso appeal SEO e vuoto spirito di emulazione dei marketer americani, rientrando così nella link building “grigia” in 9 casi su 10: non fosse altro che il loro contenuto informativo è spesso irrilevante o nullo (in Italia si riciclano le infografiche anglofone come regola), per cui mi pare evidente la loro natura maliziosa (rischio penalizzazioni). Senza contare che questa strategia presuppone lo share massivo dell’immagine, cosa che non è scontato far succedere (l’effetto virale non si preventiva, e senza quello il link rischia fortemente di essere del tutto irrilevante). Se paghiamo il nostro grafico per farne una ed ottenere poi uno o due backlink “sputati”, potrebbe essere “meglio” ricorrere alla vendita ordinaria.

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