6 errori clamorosi nelle attività SEO che forse hai commesso anche tu

In molte consulenze di ottimizzazione per i motori di ricerca è facile, per non dire quasi inevitabile, cadere in uno degli errori elencati di seguito: metterli nero su bianco potrebbe aiutarci ad evitarli in futuro, e ad essere più concreti e sistematici nel nostro lavoro. Vediamo come!

Il primo errore che andremo a considerare è la cosiddetta generalizzazione indebita: si tratta di un equivoco logico molto diffuso, in effetti, che tende a trarre conclusioni generali dall’analisi di casi singoli. Caso tipico sono gli articoli su alcuni blog SEO che prendono spunto da una discussione sul forum per webmaster di Google, che ad esempio suggerisca di separare i contenuti a pagamento da quelli free mediante sottodomini. A questo punto il blogger scriverà che “Google sostiene che i sottodomini debbano separare i contenuti free da quelli a pagamento”, cadendo nella fallacia logica in esame. Ancora più diffuso in questo ambito è la generalizzazione statistica: quando ad esempio leggiamo le ennesime liste di ranking factor, ad esempio, tendiamo a trarre una conclusione generali a partire dalle informazioni su casi limitati, o addirittura singoli. Le strategie SEO da applicare si basano sempre sull’analisi del contesto, non sulla semplice imitazione dei concorrenti.

La circolarità è un altro, ennesimo aspetto che tende a fuorviare molte analisi in campo SEO: si tratta di assumere direttamente, nel formulare una qualsiasi ipotesi, la tesi che si vuole dimostrare, ad esempio sostenere “i backlink ad alto PR sono indispensabili per il posizionamento“, da cui nasce un ragionamento circolare ingannevole.

In molti casi, poi, specialmente quando si misura il ranking di un sito per una parola chiave (ad esempio grazie al supporto di SEOPanel), si tende a cadere nella fallacia dello scommettitore: si assume, cioè, che un evento che non si verifica da molto tempo si dovrà, per forza di cose, verificare presto. Siamo quasi sempre in ambito di analisi statistica, per cui sarebbe il caso di tenere presente che il caso non ha memoria.

Un altro errore molto, forse troppo diffuso in ambito SEO è legato alle false cause: si assume cioè che un evento particolare sia necessariamente causa di un altro, cosa che si tende a fare tipicamente per l’acquisizione di backlink. Legare un miglioramento del ranking ad un backlink ad elevato PageRank, ad esempio, è un caso tipico di falsa causa, quando nella realtà i fattori da tenere in considerazione sono molti altri, e sono peraltro indipendenti tra loro (modifiche concorrenti ai contenuti del sito, comportamento dei competitor “nel frattempo” ecc.).

In questo ambito, gli errori modello “non sequitur” sono altrettanto tipici (e piuttosto simili nelle casistiche), ovvero l’assumere in modo disinvolto come causa qualcosa che non lo sia. Allo stesso modo, sarebbe necessario diffidare dagli argomenti fantoccio, che si limitano a mettere in evidenza un aspetto limitativo o un dettaglio solo apparentemente legato al caso in esame. Tipico di queste argomentazione è la creazione di un interlocutore generico ed inesistente, e l’attribuzione allo stesso di una qualsiasi idea “estremistica”, quelle da cui solitamente sarebbe sempre meglio diffidare.

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