Ottimizzare un sito in ottica SEO: indicazioni di base

Fare SEO per il tuo sito può essere spesso un’esperienza stimolante e ricca di spunti sempre nuovi, a patto di disporre della sufficente flessibilità e conoscere adeguatamente, se possibile, le tecnologie del web. Non sarà facilissimo, ma un tentativo di base possiamo provare a farlo: vediamo come!

Solitamente l’attività SEO per qualsiasi sito web si articola in due macro-fasi distinte, che riguardano:

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  1. ottimizzazione on-site, cioè sulle pagine del sito – title, description, contenuti, strutturazione dei link eccetera;
  2. ottimizzazione off-site, cioè esternamente al sito – referenze, backlink da blog o forum, citazioni, partnership eccetera.

Le due fasi possono (anzi, spesso devono) alternarsi, una non esclude l’altra e la valutazione della necessità dell’una o dell’altra dipende da fattori che solo il consulente potrà valutare, per esperienza, necessità, requisiti o altro ancora. Per quanto riguarda la prima fase, il processo è più che altro compilativo, di natura ripetitiva: consiste nella verifica del posizionamento delle pagine, nella “taratura” dei tag principali del sito secondo le note indicazioni di Google, e nel successivo monitoraggio dei risultati. Non ci sono regole precise o assolute anche perchè, se ce ne fossero, tutti le applicherebbero, e sarebbe poi troppo complicato discernere la “qualità” dei vari risultati.
I cambiamenti che portano a miglioramenti positivi del posizionamento sono, di solito, variazioni sul title (a volte anche sulla meta-description). Non ho mai registrato, almeno fino ad oggi, miglioramenti significativi in corrispondenza di aggiunta di feature avanzate delle pagine, tipo i rich-text snippet (che possono comunque migliorare altri fattori tipo il CTR). Questo ovviamente non significa che non si possa, o non si debba, operare su questo, come su altri fattori, che possono contribuire globalmente ad un sito di maggiore qualità.
Conoscere i plugin (Yoast di WordPress e per EFSEO per Joomla sono i più classici ed efficenti) ed il funzionamento dei CMS è certamente molto utile ad un SEO, che non sempre disporrà di un webmaster che possa cambiare per lui questi elementi. Su molti siti, comunque, mi sono trovato decisamente meglio ad ottimizzare in HTML in via diretta il theme, ovviamente operando secondo le “regole” del CMS stesso (theme child di WP ad esempio).

Per quanto riguarda la seconda fase, invece il processo è molto più complesso: consiste nella verifica del posizionamento delle pagine, nell’acquisizione di visibilità da fonti esterne autorevoli senza violare le norme di Google, e (anche qui, again & again) nel successivo monitoraggio dei risultati.

I cambiamenti che portano a improvement del posizionamento sono difficili da quantificare e precisare, per quanto abbia riscontrato risultati apprezzabili nell’utilizzo di fonti di traffico attive (Scoop.it, OkNotizie, …) più che di link autorevoli veri e propri (Dmoz, siti di quotidiani, ecc.), spesso praticamente impossibili da ottenere – se non dietro sotterfugi o pagamenti quasi sempre (dal mio modesto punto di vista) fuori budget. C’è da dire che nell’ambito SEO c’è poco da fare i moralisti, e molto spesso la necessità dovrà cedere il passo a tecniche poco convenzionali.

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