Posizionamenti instabili su Google, cosa comportano oggi

Se stiamo seguendo l’andamento di una pagina in termini di posizionamento nelle SERP di Google, potrà capitare un fenomeno di “oscillazione” dei risultati; in queste situazioni, in altri termini, si verifica una variazione molto consistente nei risultati che impedisce, in molti casi, di valutare correttamente la qualità della nostra SEO. Utilizzando il software SEOPanel ad esempio (su trovalost.it trovate la mia guida per installarlo), che è un prodotto open source in PHP che non fa altro che fare delle ricerche mediante cron-job, effettuare il parsing HTML dei risultati e conteggiare la posizione di ogni chiave, è piuttosto frequente accorgersi di situazioni del genere.

Uno scenario tipico, in particolare di miglioramento dei risultati, si può registrare ad esempio in questi termini.

In questo caso si era partita dalla posizione  50° di Google, e dopo circa un mese di lavoro è stato possibile risalire alla posizione 15°, arrivando quindi in prossimità della prima pagina. Per misurare la qualità del nostro lavoro, di fatto, possiamo prendere il primo e l’ultimo valore di ranking e fare la differenza (togliendo di mezzo, nel farlo, le eventuali oscillazioni), o possiamo essere più precisi facendo una media dei valori.

Possono pero’ capitare casi più difficili da inquadrare, come quelli che mostrerò di seguito.

In questo caso (relativo all’ultimo mese di rilevazioni) si è verificato un posizionamento su Google decisamente instabile, che rende impossibile fare qualsiasi tipo di valutazione sulla “bontà” dell’andamento stesso (da 58 a 21, chiaramente migliorato). Il fenomeno non riguarda affatto soltanto Google, ovviamente.

Anche Bing, ad esempio, da tempo sta mostrando risultati incostanti su una chiave molto competitiva; come vedremo, la chiave per capire fenomeni del genere è legata parecchio alla frequenza di scansione delle SERP.

Di fatto, quello che conta sono sempre i risultati più recenti, che andrebbero raffrontati con quelli ottenuti 30-40 giorni prima, a seconda dei casi. In questo caso il ranking della chiave in questione è rimasto approsimativamente sempre uguale (da 45 a 39).

Dall’analisi effettuata si dovrebbero considerare almeno due punti fondamentali:

  1. la frequenza di esecuzione dei cron-job può essere determinante, ed andandola a modificare dal pannello di SEOPanel sarà facile accorgersi che può diventare più o meno precisa;
  2. l’orario in cui si effettua la ricerca è anch’esso rilevante, in quando eseguendo la stessa ricerca ad orari diversi Google potrebber restituire SERP diverse, specialmente nei casi più instabili e/o competitivi.

In questo secondo caso, quindi, si può provare a ridurre la frequenza delle scansioni delle parole chiave riducendo la frequenza dei cron-job: la cosa essenziale è trovare il numero giusto.

Da Pannello Admin di SEOPanel, è possibile trovare il cron-job da impostare cliccando su “Comando azione pianificata“: qui troveremo il cron job e potremo modificare la frequenza, ad esempio come mostrato di seguito.

Ogni quindici minuti:

*/15 * * * * php /home/.../seopanel/cron.php

Ogni ora:

0 */1 * * * php /home/.../seopanel/cron.php

Ogni due ore:

0 */2 * * * php /home/.../seopanel/cron.php

Due volte al giorno (alle 3 ed alle 15):

0 3,15 * * * php /home/.../seopanel/cron.php

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