Meglio un sito con struttura a sotto-domini oppure a sotto-directory?

Domanda classica che turba da sempre i sonni di webmaster, blogger o SEO: è meglio una struttura del sito a sottodomini oppure a sottodirectory?

In generale non esiste una configurazione migliore dell’altra in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca: sia la struttura a directory (salvatorecapolupo.it/prova) che quella a sottodomini (prova.salvatorecapolupo.it) sono adatte a fare una buona SEO, e permettono di effettuarla egregiamente – a patto che ci siano buoni contenuti all’interno, e siano rispettati i vari requisiti base. Al tempo stesso, tuttavia, come suggerito anche da John Mueller di Google nel video successivo, è opportuno optare per la configurazione più facile da mantenere per il webmaster (e tenere conto che su alcuni web hosting è supportata meglio una caratteristica piuttosto che l’altra: anche qui, meglio chiedere a loro direttamente).

Ad esempio, se create un multisito in WordPress, potrete optare facilmente per una delle due configurazioni: in genere io suggerisco sempre la struttura a directory per i principianti e quella a sottodomini per quelli un po’ più skillati professionalmente, non fosse altro che è più facile da gestire, è più semplice da mantenere e supporta operazioni come la migrazione da un hosting all’altro senza dover mai toccare il pannello DNS (che è tipicamente una delle cose più complesse da configurare per i webmaster meno esperti).

Ricordatevi che per Google una struttura vale l’altra (quindi per la SEO pure), e che a livello di Search Console i sottodomini vanno inseriti e registrati come proprietà individuali, come se fossero siti diversi insomma, mentre con la struttura a sottodirectory ne basta solo una (ed in questo la struttura a directory è ancora una volta preferibile come gestione: è più facile da configurare anche la Search Console).

La spiegazione ufficiale arriva nel video successivo, direttamente da John Mueller di Google.

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