Come usare il Google Disavow Tool sul serio

In questo articolo proverò a descrivere nel dettaglio il funzionamento del link per il disavow dei link, cioè il tool ufficiale di Google che permette di effettuare il rifiuto dei backlink “sospetti”. Si presuppone, prima di procedere in direzione disavow, che almeno la maggioranza dei backlink sospetti sia stata rimossa manualmente, ovvero:

  1. cercando di far rimuovere manualmente il link (se proviene da un forum, ad esempio, si può segnalare la situazione agli amministratori, oppure se proviene da un commento di un blog si dovrebbe chiedere al blogger);
  2. provando a contattare il webmaster via email o telefono che ci linka male, e chiedendogli di rimuoverlo (in certi casi preannunciare bonariamente di usare il disavow contro il sito “cattivo” può essere una buona idea)
  3. eventualmente, in fase finale o in mancanza di altre alternative, segnalando il link sospetto con il tool antispam di Google (cosa che suggerisco di fare comunque).

Per muoversi in direzione rifiuto dei backlink, è necessario anzitutto registrare nella Search Console di Google il sito per cui intendiamo effettuare l’opera di pulizia: tale pulizia può essere, contrariamente a quello che si pensa, determinata sia da una penalizzazione esplicitamente notificata, sia da una semplice azione preventiva su iniziativa del SEO, ad esempio al fine di sconfessare link di spam o come risultato di una negative SEO.

In linea di massima, azioni SEO sconsiderate, miopi, incompetenti o poco prudenti potrebbero portare alla necessità di usare il tool in questione. Se usiamo il disavow in modo scorretto, comunque, rischiamo di compromettere i posizionamenti positivi che abbiamo ottenuto col nostro sito, per cui non conviene usarlo con troppa disinvoltura e se non abbiamo molta esperienza in ambito SEO. Google stessa invita ad usare questo strumento con cautela, anche perchè in certi casi non è realmente necessario farne uso. Se avete un certo numero di siti che non volete che vi linkino, o che sono ad esempio fuori tema, visibilmente spam o palesemente inutili, il tool disavow fa esattamente al caso vostro, ed è uno strumento mirato e (parere personale) enormemente utile.

Chiarite le circostanze per cui si usa il tool per il disavow, passiamo ad un esempio concreto di uso del disavow.

Fase 1: apriamo un file di testo ed inseriamo, per righe, tutti gli URL dei siti che desideriamo sconfessare o “bannare” dal nostro profilo di link in entrata. Possiamo inserire in questa fase sia URL assoluti (www.sitomoltocattivo.it, ed in questo caso bisogna premettere la stringa domain:) che URL specifici (www.sitomoltocattivo.it/pagina.html, ed in questo caso basta riportare l’URL con http:// o https:// davanti). Se dobbiamo inserire commenti utili per lo staff di Google (cosa che normalmente faccio in questi casi), premettiamo alla riga un simbolo #.

Un esempio di file disavow è il seguente:

# non riesco ad eliminare questi link
# questo è un commento per lo staff di Google (lo leggeranno davvero?)
http://spam.prova.com/stuff/abc.html
http://spam.prova.com/stuff/cde-fgh.html
# questo dominio mi copia tutti i contenuti (scraper)
domain:sitocopione123.it

Più link sospetti riusciamo a trovare meglio sarà, in questa fase, ma assicuratevi di avere un criterio uniforme per giudicare bene o male un backlink; in casi drammaticamente spammati, inoltre, potreste pensare di esportare tutti i backlink dalla Search Console in un file Excel, e poi andare a prendere i singoli URL da lì, e giudicarli bene o male uno alla volta. Tutti i “cattivi” finiranno nel file disavow, editato come descritto poco fa. È un lavoraccio, come potrete facilmente intuire, ma in molti casi vale la pena farlo (e i ranking persi si riescono a recuperare, in molti casi reali da me trattati).

Il file creato dovrete salvarlo come file di testo, ad esempio disavow.txt, dove in generale troveremo un commento o un singolo indirizzo o dominio per riga.

Fase 2: Abbiamo un disavow già pronto? Perfetto, possiamo andare su https://www.google.com/webmasters/tools/disavow-links-main e scegliere, a questo punto, il sito da ripulire (deve essere registrato nella Search Console).

Scegliamolo, e facciamo click su Rifiuta Link.

Schermata 2016-07-30 alle 10.15.03Fase 3: cliccate su “Rinnega link”, poi su “Seleziona file”, scegliete il file di testo disavow.txt appena creato, caricatelo. Cliccate su “Invia” per confermare.

La procedura di segnalazione finisce qui: se avete ricevuto una penalizzazione manuale da Google, vi sarà notificato l’esito dell’operazione dopo circa 15-20 giorni (in media). Se invece avete effettuato (sperabilmente in modo oculato) il vostro disavow per pulizia preventiva, non vi sarà notificato nulla in particolare ma il lavoro sarà comunque stato fatto.

È anche possibile annullare l’invio di un file disavow, in genere, se ad esempio vi rendete conto di aver peggiorato qualche ranking su Google positivo. Per cui usare questo strumento con terrore nell’anima come molti suggeriscono di fare, secondo me, ha poco senso: l’essenziale è usarlo coerentemente alle proprie politiche SEO, che devono certamente essere ben definite.

Se vi interessa approfondire l’argomento disavow di Google, ho spiegato in un articolo su SEJ una procedura di disavow completa e dettagliata (in inglese, copia qui e qui) che ho effettuato qualche anno fa.

(fonte)

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